TAMO. Un viaggio fra tessere di luce e colore

TAMO. Un viaggio fra tessere di luce e colore

“Aut lux hic nata est, aut capta hic libera regnat”

O la luce è nata qui o, catturata, qui regna libera

(Verso inscritto nella Cappella Arcivescovile o di Sant’Andrea)

 

TAMO non è un museo nel senso consueto del termine: non s’identifica infatti come passiva esposizione di materiali e opere d’arte ma, piuttosto, come un luogo in cui i visitatori possono farsi fruitori attivi di una esperienza musiva fuori dal comune, dove ognuno può scegliere il suo personale percorso di visita in base alle proprie preferenze, curiosità ed emozioni momentanee, selezionando liberamente la successione delle sezioni. Più che un museo, TAMO, è concepito come un luogo dove sperimentare un viaggio, personale e unico, nell’universo del mosaico; più che un semplice sito espositivo, TAMO e la Chiesa di San Nicolò, sono concepiti come contenitori culturali e sociali. Entrandovi, infatti, non è insolito assistere ad esposizioni temporanee e laboratori didattici ma anche lezioni di yoga, spettacoli di danza e matrimoni.

La prima cosa che colpisce, giungendo davanti all’entrata del museo, è la sequenza delle quattro grandi lettere in corten, poste tra le lesene della facciata romanica della chiesa di San Nicolò, all’interno della quale è allestita l’esposizione permanente di TAMO. Oltre alla chiesa, la cui “versione” attuale è stata edificata probabilmente nel 1364, fanno parte del complesso anche i chiostri cinquecenteschi, che ospitano l’ultima sezione dell’esposizione permanente, dedicata al mosaico contemporaneo.

La chiesa di San Nicolò si compone di un’unica navata lunga ben 36 metri e larga 18, con un ricco presbiterio, adornato con gli affreschi relativi alle Storie di San Giorgio, e due cappelle laterali, una dedicata a Sant’Agostino e l’altra a Santa Monica dove si possono ammirare gli affreschi di Cesare Pronti. In una nicchia, salendo la rampa che porta alla sezione Panorama, è possibile ammirare i resti dell’Adorazione del Bambino mentre nella navata di sinistra, entro una nicchia, si può ammirare la Crocifissione di Francesco Longhi, della fine del ‘500.

 

L’allestimento musivo permanente è, invece, suddiviso in sei sezioni espositive collocate all’interno della chiesa: PAVIMENTA, sezione dedicata ai decori musivi pavimentali dell’antichità; ECCLESIA, PALATIUM, in cui è esposto il pavimento musivo proveniente dal secondo sacello della basilica cimiteriale di San Severo; DOMUS, PALATIUM, che propone un excursus storico e tecnologico fra le pavimentazioni musive che provengono da edifici di pregio di epoca romano-imperiale a carattere privato, come domus e ville, e stesure in mosaico rinvenute in edifici residenziali. Il tema delle tecniche e degli strumenti d’uso è posto al centro della quarta sezione, AURUM, in cui si esaltano i materiali e i colori del mosaico. La sezione deve il suo nome alla splendida opera di Paolo Raccagni, “Excursus sull’allettamento delle tessere in oro”, che illustra come viene affrontato il problema della luce e del suo riverbero nelle tecniche bizantine. ETERNITA’ E STORIA, la quinta sezione, rende potente l’idea di eternità accomunando opere a tema religioso alla resistenza del materiale musivo; mentre la sezione PANORAMA, situata in una zona sopraelevata, permette di godere di una inconsueta visione complessiva dell’esposizione e della chiesa. L’ultima sezione riguarda i MOSAICI FRA INFERNO E PARADISO a tema dantesco. Il nome di Ravenna è indissolubilmente legato a Dante Alighieri ed è proprio contemplando i nostri mosaici che Dante concepì quella teologia della luce che domina tutti i canti del Paradiso. Nei chiostri sono state così sistemate le opere in mosaico sui temi della Divina Commedia: un totale di 21 mosaici eseguiti nel 1965 da mosaicisti della scuola ravennate e “tradotti” dai cartoni preparatori di importanti pittori italiani.

A Ravenna, città del mosaico per eccellenza, trova così posto un luogo che spiega, con semplicità, chiarezza e libertà espressiva, che cosa il mosaico è ed è stato, di che cosa e come è fatto e che cosa si fa per conservarlo nel tempo. Un viaggio attraverso mosaici pavimentali e parietali, materiali e studi sul rapporto con la luce, cartoni, calchi, riproduzioni fotografiche e digitali: tutto concorre ad esporre ogni sfaccettatura del mondo del mosaico e dei suoi protagonisti. Come tante piccole tessere che, unite, danno vita ad un mondo unico, fatto di luce e riflessi luminosi.

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Come arrivare

A piedi: 15 minuti dalla stazione ferroviaria
In autobus: il TAMO si trova a pochi metri da Piazza Caduti per la Libertà dove fermano numerose linee di autobus
In auto: sono presenti parcheggi a pagamento nella vicina Via De Gasperi

Ingresso

Aperto dal lunedì alla domenica (da marzo a novembre) e dal martedì alla domenica (da novembre a marzo)
Chiuso il 25 dicembre

Biglietti

- Intero € 4,00
- Ridotto € 3,00
Visite guidate su prenotazione

Maggiori Informazioni

www.tamoravenna.it

Montevecchi G., Raccagni P. (a cura di), TAMO Tutta l’Avventura del Mosaico di Ravenna in Sistema Museale della Provincia di Ravenna, Grafiche Morandi, Fusignano,2012.

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Diplomata al Liceo Linguistico, laureata in Scienze della Comunicazione e in Scienze dello Spettacolo, ha al suo attivo anche un master, diversi tirocini e collaborazioni…tutti rigorosamente “senza scopo di lucro”. Spiegare cosa fa nella vita non è semplice e prova sempre un malcelato senso di imbarazzo quando le chiedono “Di cosa ti occupi?”...di tutto quello che la fa sentire viva, del suo Gigante Buono e delle persone che ama. Da sempre in bilico fra uno spirito impulsivo e infantile ed una mente autoritaria, riesce a non perdere l’equilibrio grazie ad anni dedicati alla danza, sua grande passione insieme alla fotografia e alla scrittura. E’ curiosa, determinata e pignola, un po’ egocentrica e sempre in cerca di nuove emozioni. Ama i pinguini e incantarsi a guardare la Luna.